6 /11 Matinée Emilio Bezzi


Stanchi della solita vita rumorosa? Volete smettere di vagheggiare sul nostro tempo confuso e le sue arti: musica o intrattenimento, arte o artigianato, universale o locale, bello o brutto? Concedetevi un po' di relax e venite ad ascoltare il liuto e la sua musica.


dal vivo in Santeria in orario da brunch, 12:30 comode.


In un passato pre normativo, dove le regole erano ancora sostituite dalle buone maniere e dalla grazia, omicidi e angherie di ogni tipo dei potenti a parte, il liuto sapeva rispecchiare con forza e leggerezza la concreta corrispondenza del sapere più colto unito e alle pratiche musicali più raffinate del vasto panorama rinascimentale.

Le corti italiane (e tra le prime, in tempi non sospetti, proprio la nostra austera e fredda Milano, oggi come allora) elessero proprio il liuto a principe di tutti gli strumenti. Tra improvvisazioni su melodie di danza e canti celebri, provenienti da chissà quale passato lontano e composizioni dall'altissima cifra architettonica e complessità, si propone un affascinante percorso alla riscoperta dei principali protagonisti della storia di questo strumento.

Emilio Bezzi

è liutista, tiorbista e chitarrista. Da molti anni si occupa di didattica e di ricerca in ambito musicologico, oltre ad esibirisi regolarmente in qualità di solista e in formazioni da camera. Aspirante disadattato sociale (in parte riuscito, in parte mancato, visto l'alto livello del suo disadattamento), inizia a suonare la chitarra a dodici anni affrontando i più disparati generi musicali. Un apprendistato più che doveroso principiato con la musica dei Nirvana, proseguirà poi affrontando il rock hendrixiano e la musica afroamericana, dal blues al jazz. Ma quando definitivamente si rende conto che sul naturale istinto all'eversione prevale l'anelito verso il sommerso, il perduto, e che al sano elan vital distruttivo-sovvertitore sente sempre più volersi sostituire un respiro più ampio, come uno slancio riparatorio, rifiuta quasi organicamente il presente e, innamorandosi di un passato denso di pluralità di scritture ancora da illuminare sotto la luce di riflettori assai più sfaccettati, decide di dedicarsi alla prassi esecutiva rinascimentale e barocca. Abbandona la tecnica a plettro e inizia a suonare tramite il pizzico delle dita come rilesso di ogni sentire musicale. Da un paio d'anni si interessa anche di composizione, musica applicata e musicoterapia.